sabato 17 settembre 2016

Il Matrimonio della mia migliore Amica

Ho sempre amato scrivere di me, di quello che mi succede intorno, degli avvenimenti che in un modo o nell'altro cambiano o hanno cambiato la mia esistenza. Esattamente una settimana fa il 10 settembre 2016 c'è stato un avvenimento che ha cambiato la mia vita, il Matrimonio della mia Migliore Amica. Questo evento ha segnato una sorta di spartiacque nella nostra vita, tra quello che eravamo e quello che saremo. Io e Laura siamo cresciute insieme, lei è nata il 24 io il 30 dello stesso mese e dello stesso anno, siamo cresciute come sorelle, con quel legame autentico che nessuno potrà mai dissolvere. La nostra infanzia è stata segnata da quei giochi da bambina che non ritorneranno mai più, la nostra adolescenza da quella complicità infinita, per la quale basta guardarsi negli occhi e capire ciò che si vuole fare o ciò che non bisogna dire. Ed ora siamo qui, lei con l'abito bianco, come le principesse delle fiabe, come in un meraviglioso sogno, che corona accanto al grande amore della sua vita. Io che l'accompagno, felice come non mai, contenta nel vederla sorridere, meravigliosamente euforica nel sapere che inizierà una nuova vita. Forse non esisteranno più Maria e Laura, forse ora saremo Maria, Laura e Fabio o forse rimarremo le due amiche di sempre, unite più che mai, consapevoli che il 10 settembre ha cambiato le nostre esistenze, che quel giorno ha sancito l'inizio di una meravigliosa avventura d'amore. Tutto ciò che posso dire io alla mia migliore amica è di continuare a sorridere come ha fatto il giorno del suo matrimonio, augurandole un buon viaggio nel mondo dei grandi. Un mondo per me, eterna Peter Pan, ancora un po' lontano.

venerdì 5 agosto 2016

Presentazione del libro "Io pellegrino sul cammino di Santiago de Compostela "

Ho assistito a numerose presentazioni di libri,compreso il mio,ma una presentazione coinvolgente  come quella di oggi 5 agosto,relativa al libro "Io pellegrino sul cammino di Santiago di Compostela" di Giuseppe Basta,è davvero difficile da vivere e da rivivere! Se dovessi scegliere un aggettivo,per descrivere l'evento,direi semplicemente "emozionante". Già,le emozioni,che si sono succedute nel corso della giornata sono state tante: dall'evidente agitazione durante le prove,a quella prima dell'inizio! Tutti coloro i quali abitano a Carfizzi o ci vengono per qualsiasi motivo,conoscono Pino e prima ancora conoscono la sua cordialità,la sua gioia di vivere,la sua umiltà! Questo è Pino e questo emerge dal suo libro,un libro presentato di fronte al suo pubblico,il pubblico di Carfizzi che si è stretto intorno a lui in una sorta di grande abbraccio immaginario! Un libro introdotto dal sindaco Carmine Maio e dallo scrittore Carmine Abate,i quali hanno successivamente dato la parola all'autore! Questo libro è stato presentato davanti agli occhi fieri di Caterina e Carmela,rispettivamente moglie e figlia,davanti agli occhi emozionati di Celeste,Giuseppina,Tony e Sofia i fratelli e le sorelle di Pino,è stato presentato davanti agli occhi lucidi di zia Ada e zio Vittorio,le persone che lo hanno messo al mondo e che lo guardavano con quell'orgoglio che solo un genitore può manifestare! Questo libro è stato presentato a tutti noi che tra un sorriso e un sospiro eravamo lì,ad ascoltare e a leggere quelle parole,accompagnate dalla musica,che come se fossimo in un'opera d'arte,ha reso tutto più magico!

lunedì 18 luglio 2016

Il Sindaco Gratis di Mauro Riccioni

E' il secondo libro, scritto da un amico, che mi trovo a recensire negli ultimi giorni. Che dire, Mauro è essenzialmente un sindaco ed è il sindaco gratis, è il sindaco che svolge questa missione per vocazione, che non vede nella politica un sistema di arricchimento, che ama i suoi concittadini e la sua terra. In questo libro, Mauro Riccioni spiega con parole semplici, i passi che lo hanno portato ad essere un primo cittadino icona, i passi che hanno reso Gagliole, in provincia di Macerata, uno dei comuni più virtuosi d'Italia. Ciò che mi ha colpito di questo libro è stato il suo incipit, un esordio ricco di amore, le parole di un padre, indirizzate ad una figlia, quegli stessi vocaboli che le insegneranno ad andare avanti, sempre e comunque, nonostante tutto e nonostante tutti. Penso siano questi i veri insegnamenti che tutti noi vorremmo e dovremmo avere. Mauro ha rinunciato alla sua indennità di sindaco, per il bene del suo paese, per far si che i bambini riescano a mangiare gratuitamente in mensa. Mauro devolverà parte del ricavato della vendita del libro ad Angelo Licheri, un eroe dei tempi moderni. In politica, come in qualsiasi altro ambito esistenziale, contano i fatti. Il percorso che ha portato Mauro Riccioni a diventare sindaco di Gaglione è un percorso ricco, intenso, permeato dalla sua passione politica, che coltiva dall'età di 14 anni e senza la quale, oggi, forse Mauro non sarebbe diventato il Sindaco Gratis. Mi sono riconosciuta in molte delle pagine di questo libro, mi sono riconosciuta nelle corse con la bici, nella passione politica adolescenziale, nella volontà di inseguire il proprio sogno. Io, però, per la strada ho perso quella passione politica che tanto mi aveva caratterizzata, Mauro, invece è riuscito a cambiare la politica, Mauro Riccioni è riuscito a far emergere quella politica, intesa come arte autentica per il bene comune. Il mio auspicio è quello di continuare a cambiare il mondo, quello di continuare a cambiare la politica, quello di continuare a fare del bene, quello di continuare a credere che un'esistenza migliore ci sia sempre.

venerdì 15 luglio 2016

Nizza 14 luglio 2016

Non ci sono parole a sufficienza per esprimere quanto è accaduto a Nizza il 14 luglio 2016, non ci sono parole per esprimere il cordoglio, non ci sono parole per descrivere ciò che definirei una strage degli innocenti. Come è possibile che un bambino muoia per un attacco kamikaze? Com'è possibile pensare che per quei bambini non ci sia più un futuro? Com'è possibile continuare a vivere con una costante paura addosso? Dov'è la libertà, tanto citata dai libri di storia francese? La Francia non è più una nazione libera, la Francia è diventata una nazione in ginocchio. Leggevo poco fa un post di un mio amico su Facebook, che parlava di multiculturalismo, della politica effettuata da questa nazione durante gli anni '70, ma oggi, cosa rimane di questo multiculturalismo? Se lo chiedeva questo mio amico e sicuramente se lo chiederanno tanti di voi. Cosa rimane oggi di quella Francia che dal 14 luglio 1789 festeggia la "Prise de la Bastille"? Che valore assume da oggi la Festa Nazionale Francese? Cosa è rimasto di quegli ideali? A sentire le testimonianze di chi ieri sera era lì a godersi uno spettacolo, è rimasto ben poco. A sentire le testimonianze di chi si è visto piombare un camion addosso, il futuro fa paura. Il pericolo è dietro l'angolo, un pericolo che va abbattuto, una paura con la quale non si può convivere, una paura da vincere, una paura da sconfiggere. Un abbraccio virtuale che si può dare ad una nazione piombata nel buio più assoluto, un abbraccio virtuale alle vittime, un abbraccio virtuale per dire basta. Può esistere un Dio che vuole la morte di una bambina, mentre rimane distesa accanto alla sua bambola?

giovedì 14 luglio 2016

Il Mare

"Sulla riva del mare é scritta la storia della vita che si rinnova di continuo, come le onde che cancellano le impronte sulla sabbia oppure vi lasciano nuovi oggetti venuti da chissà dove" questa frase di Romano Battaglia l'ho letta un paio di giorni fa e a questa frase pensavo stamattina nuotando.  Quando sei in acqua, quando senti la salsedine sulla tua pelle, quando assapori il profumo del mare,in quel preciso istante, é facile pensare,  é facile abbandonarsi al flusso di pensieri che assalgono la tua mente,  come le onde che si infrangono a riva. Io e il mare abbiamo avuto sempre un rapporto privilegiato,  se c'é un posto nel quale mi sono sempre sentita sicura, quel posto è il mio mare. Non so perché l'ambiente marino ha da sempre il suo fascino, forse perché noi tutti speriamo di trovare qualcosa al di la del mare, forse perché tutti noi siamo dei naviganti che cercano di mettersi in salvo o che vogliono salpare per nuove avventure, per ricominciare, per vivere una nuova esistenza. Non so cosa mi spinga ad amare il mare, forse il suo odore, forse i suoi rumori, mi piace ascoltarlo il mare, mi piace sedermi sulla riva e farmi accarezzare dalle onde,mi piace ascoltarne il suono più intenso immergendomi e restando in silenzio, mi piace scorgerne le sue sfumature, mi piace cogliere le sue sorprese, come un gabbiano che vola, mentre io nuoto. Il mare , la sua immensità,  la sua maestosità,  non sono altro che sfumature dell'esistenza umana. Come una conchiglia che ritrovi in fondo al mare, che prendi tra le mani e che rigetti in acqua, quella stessa conchiglia che trovi dopo un po' e che provi a riprendere,  questa volta senza riuscirci, forse perché quello è l'unico posto dove può stare, forse perché nell'acqua,come nella vita,ci sono cose destinate a rimanere in fondo al mare

sabato 9 luglio 2016

Pino e Santiago

Ho scritto numerose recensioni di libri, tutti i volumi che ho letto mi sono piaciuti, alcuni mi hanno appassionata di più, altri di meno, in ogni caso un libro è qualcosa che ti rimane dentro, o meglio, che ti scava dentro. Scrivere una recensione per un libro del quale non si conosce l'autore è qualcosa di appassionante, ma scrivere la recensione di un libro scritto da una persona cara è tutt'altra cosa. "Io pellegrino sul cammino di Santiago de Compostela"è il libro scritto da Giuseppe Basta, un libro che racconta questa straordinaria esperienza vissuta da lui stesso a settembre del 2015. Giuseppe, o Pino come tutti lo conosciamo ha voluto raccontarci questo suo viaggio, ci ha resi partecipi di questa sua esperienza di vita. "Io pellegrino sul cammino di Santiago de Compostela" è uno dei classici libri da leggere tutti d'un fiato, è stato scritto con uno stile scorrevole, con un linguaggio semplice, che riflette le qualità dell'autore. Non è stato facile affrontare questo viaggio e non sarà stato facile tradurre in parole ciò che è stato vissuto. Un viaggio introspettivo, un viaggio di cambiamento, un viaggio di rinnovamento, un modo per vedere la vita con nuovi occhi. In questo suo percorso Pino affronta diversi temi, come i legami familiari, i legami con gli amici che in paesi come Carfizzi o San Nicola dell'Alto diventano sempre più intensi, al punto da scandire la vita quotidiana e gli affetti. Affronta il tema della religiosità, questo tema così complesso, così importante, la fede qualcosa a cui ci si aggrappa quando si ha bisogno e che si lascia cadere in secondo piano durante la quotidianità? Esiste davvero qualcosa al di la di questo mondo? Non si può avere una riposta assoluta a questa domanda, però leggendo il libro di Pino la si può interpretare in mille modi, in diverse sfaccettature e forse si puòl cercare di darle la nostra risposta personale. Il cammino verso la cattedrale di San Giacomo riflette il cammino dell'esistenza umana, che non si può fermare per una distorsione alla caviglia, ma che deve continuare nonostante il dolore, che prima o poi passerà. Complimenti Pino e buona lettura a tutti!

venerdì 8 luglio 2016

La Storia di Santa Veneranda

Santa Veneranda detta anche Santa Venera o Santa Parasceve, è una martire cristiana nata ad Acireale intorno all’anno  100 e morta all’età di 43 anni. Il nome Veneranda deriva dal latino “venero” e significa “degna di venerazione”.
La memoria liturgica di Santa Veneranda ricorre il 26 luglio, ma a Carfizzi si festeggia, generalmente, la prima domenica del mese di agosto.
La tradizione vuole che questa Santa fosse la figlia di Agatone ed Ippolita, due nobili devoti, che la dettero alla luce dopo anni ed anni di intensa preghiera. La madre la volle chiamare Venera, ma il padre, per paura che si potesse confondere con il nome della dea pagana Venere, decise di darle il nome di Veneranda. Da molti conosciuta anche come Santa Parasceve perché nacque il giorno prima del sabato di Pasqua. I genitori morirono quando la fanciulla aveva poco più che 20 e lei, educata dalla madre, fin da piccola, verso un amore profondo nei confronti del Vangelo, decise di dedicare la sua vita alla predicazione e alla conversione dei pagani, prima in Sicilia, poi in Calabria e in Campania, vendendo tutti i suoi beni e consacrandosi solo a Dio.
La sua predicazione conobbe molti nemici, a Locri venne arrestata dal prefetto Antonino Pio, che voleva convertirla alla religione pagana, sottoponendola ad innumerevoli torture. Le venne posto sul capo un elmo di metallo, precedentemente riscaldato, ma miracolosamente, quando l’elmo fu tolto la sua testa non ebbe il minimo graffio o la minima ferita, non ebbe alcun segno, per tale ragione, quando i pagani videro tutto ciò, decisero di convertirsi alla religione cristiana e molti di essi vennero arrestati. Santa Veneranda venne nuovamente condotta in prigione, dove fu consolata da un angelo. Il giorno seguente venne appesa per i capelli e sul suo corpo vennero poste fiaccole ardenti, ma nessun segno apparve su di esso. Venne poi posta in una caldaia immersa di olio bollente e pece, ma ne uscì del tutto indenne. Vedendo tutte queste cose, fu lo stesso Antonino che si converti al cristianesimo.
Santa Veneranda continuò la sua opera predicatrice recandosi in un paese governato da un certo Asclepio che la condusse in una grotta abitata da un drago. La Santa si limitò ad imporre il segno della Croce sulla testa del drago e la bestia si squarciò in due. Vedendo ciò anche Asclepio si convertì.
Santa Veneranda arrivò poi in un paese governato da Taresio, anche qui venne immersa in una caldaia con piombo, pece e olio bollente, senza danno alcuno per il suo corpo. Venne poi inchiodata a terra e flagellata, poi venne condotta in prigione dove le apparvero Cristo e alcuni angeli e Santi.
La sua morte è avvolta nel mistero, si narra, infatti, che sarebbe morta in Gallia decapitata e il suo corpo traslato prima ad Ascoli Piceno e poi a Roma durante il IV secolo, un 14 novembre.
Un’altra versione, invece, racconta che Santa Veneranda morì il 26 luglio 143 d.C.  decapitata, nel luogo stesso nel quale era nata. Prima di morire la Santa chiese ed ottenne da Dio la promessa che chiunque si fosse rivolto a lei, in preghiera, sarebbe stato liberato dalle angosce che lo affliggevano.
Viene raffigurata con in mano la palma tricoronata, il libro del Vangelo e il Crocifisso. La statua presente a Carfizzi è antichissima ed interamente realizzata in legno. La tradizione narra che la statua non fosse diretta a Carfizzi, ma durante il passaggio in questo paese il carro con i buoi, che la trainava si fermò e i buoi non ne vollero più sapere di ripartire, segno divino che il posto dedicato a lei era proprio qui. Nel luogo dove i buoi si fermarono oggi sorge un’icona dedicata alla Santa, divenuta Patrona di Carfizzi.